L’adolescenza è un periodo strano. Non più bambini, ma non ancora adulti, i ragazzi si ritrovano a fronteggiare piccoli e grandi problemi quotidiani, che visti con i loro occhi, vengono ingigantiti. Tutto assume una dimensione più grande, assoluta: il litigio con l’amica, la prima cotta caratterizzata dai classici tira e molla, i brutti voti a scuola, il primo viaggio da soli con la compagnia non sono semplici episodi ordinari, rappresentano tutto, nel percorso di formazione verso l’età adulta. Così è anche per l’aspetto fisico: con il carattere e la personalità ancora in divenire, è difficile capire e accettare che alcuni tratti esteriori non influiscono negativamente sul loro successo nella vita, soprattutto quando a quella vita si viene giudicati immediatamente per come si appare.

Insomma, l’adolescenza è un periodo decisamente complicato: un adolescente deve capire quale ruolo ricoprire nel mondo, cosa fare della sua vita, e per farlo deve affrancarsi dalla protezione dei genitori, figure ingombranti ma necessarie affinché questo processo vada a buon fine. La partita si gioca tutta su una pedina fondamentale: quella dell’autostima, che a quell’età è sempre molto bassa. Gli adolescenti sono persone di base insicure, senza ancora una bussola che indichi loro il cammino: l’incertezza della strada da prendere si riversa automaticamente anche sulla loro capacità di interrelazionarsi con i coetanei e di accettarsi così come sono.

Come fare quindi, per aumentare l’autostima in adolescenza? Di seguito alcuni consigli per i diretti interessati e qualche dritta anche per i genitori, da mettere in pratica con parsimonia: in quel periodo è un attimo risultare invadenti!

 

Per gli adolescenti

Assumiti le tue responsabilità
L’adolescenza è il periodo giusto per cominciare a prendersi delle responsabilità, questo significa diventare degli adulti più sicuri di sé stessi e più maturi. Essere utili agli altri vuol dire farsi del bene: comincia trovandoti qualche attività di volontariato, da fare a tempo perduto, dopo la scuola. Può essere anche una cosa che piace, un mettere in pratica una passione, come per esempio fare l’allenatore di una squadra di calcio. Se ti senti pronto e vuoi metterti davvero in gioco, prova a cercarti un lavoretto per l’estate, per cominciare a capire come ci si relaziona a un superiore e cosa vuol dire guadagnarsi da vivere.

Pratica l’assertività
Probabilmente è una parola che non hai mai sentito, ma che ti sarà estremamente utile nella vita, soprattutto nel lavoro. Essere assertivo significa comprendere le richieste e opinioni altrui, ma essere altrettanto capaci di esprimere le proprie con fermezza, cercando di non lasciarsi sopraffare dagli altri. Nella vita saranno in molti ad avanzare pretese nei tuoi confronti: con pacatezza rispondi affermativamente solo a quelle che effettivamente puoi esaudire, agli altri spiega le ragioni del tuo no, ma senza giustificarti. Insomma, cerca di farti valere, senza prevalere: lì è il trucco per essere rispettato e stimato.

Sviluppa il tuo stile
Durante l’adolescenza è raro vedere un ragazzo seguire la sua personalità e i suoi gusti, soprattutto in fatto di stile: chi non si veste secondo la moda, è additato come strano o peggio, sfigato. Invece, è importante capire cosa piace, di modo da sentirsi a proprio agio, con sé stessi e in mezzo agli altri. Se un capo di abbigliamento ti mette in imbarazzo quando lo indossi, forse allora non fa per te. Sviluppa uno stile unico, che ti faccia sentire bene: da adulti contraddistinguersi dalla massa è un bene. Comincia adesso e non avere paura di essere giudicato: l’unica cosa che conta è quello che pensi tu di te stesso, non quello che pensano gli altri.

Segui e coltiva le tue passioni
Ti piace andare sullo skate? Ami suonare la batteria? Sei bravo a dipingere? Scopri le tue passioni, coltivale, specializzati in ciò in cui sei abile: diventerai eccellente, se affini la pratica. E l’eccellenza è una qualità che alla lunga viene premiata. E condividi anche queste tue passioni: vedrai che troverai qualcuno appassionato come te e ne nascerà una splendida amicizia.

Evita le persone negative
A quest’età è complicato capire chi sono le persone di cui ci si può fidare, chi ci vuole bene davvero. Persino le migliori amiche sembrano sempre essere invidiose per qualcosa. Comincia con il prendere le distanze dai pessimisti cronici, quelli che va sempre tutto male, non migliora mai niente, non ce la farai… Meglio una persona obiettiva, che capisce le tue difficoltà, ma che alla fine cerca insieme a te una soluzione, piuttosto che una che ti abbatte del tutto.

 

Per i genitori

Ascoltatelo
A quell’età, la cosa più difficile è imbastire un dialogo, ma cercate di stargli vicino, di parlare, anche solo del più e del meno, di chiedergli un’opinione sulle decisioni da prendere in famiglia. Questo lo farà sentire importante e lo aiuteranno a sviluppare uno spirito critico e di problem solving. Negli scontri, cercate di non alzare la voce e di mettervi nei suoi panni: per lui, un litigio con voi equivale a un dissidio insormontabile. Fategli capire le vostre ragioni, dove ha sbagliato e come può fare per non commettere più errori. Dimostrate nei fatti l’esempio che deve seguire.

Spronatelo ad assumersi le sue responsabilità
Se ha sbagliato, fateglielo notare e invitatelo a prendersi le sue responsabilità: a quell’età è facile giustificare i suoi comportamenti, anche quelli più scorretti, e poi rispondere voi al posto suo. Niente di più errato: lui è una nave senza bussola, voi dovete prendere in mano fermamente il timone e riportarlo al sicuro. Per farlo, un modo è fargli capire il peso, le ripercussioni dei suoi atteggiamenti: capire che una conseguenza può cambiarti tutta la vita potrebbe indurlo a non farlo più.

Lodatelo, ma senza esagerare
Al contrario, se ottiene dei successi, gratificatelo: ok che è suo dovere andare bene a scuola, ma ogni tanto dimostrategli che lo seguite nel suo percorso, che è stato bravo a ottenere quel risultato. Fare dei complimenti significa lavorare o studiare con più slancio, incentivarlo a fare sempre meglio.

Ponete dei limiti
Da sempre, è più facile e comodo dire dei sì che dei no. Ma sono i no che l’aiutano a crescere. Ponete dei paletti, delle regole che deve rispettare: l’orario di rientro, i compiti che gli spettano in casa, il budget mensile a sua disposizione (insegnandogli anche dei trucchi su come meglio amministrarlo), l’uso del telefonino in casa e fuori… Cercate però anche di non essere rigidi sulle vostre decisioni, ma abili a negoziare: non devono somigliare a dei diktat, ma a dei compromessi, qualcosa che soddisfa e va bene a entrambe le parti.

Aiutatelo a fissare degli obiettivi
A quest’età, vostro figlio è ancora confuso, soprattutto riguardo al futuro: non imponete le vostre scelte, ma aiutatelo a comprendere qual è la sua strada, le abilità in cui eccelle. Se voi sognavate per lui un futuro da avvocato, ma sembra interessato solo al disegno e fa dei ritratti strepitosi, non spezzategli i sogni solo basandovi sul mero andamento del mercato del lavoro: incentivatelo a essere il migliore e supportatelo. Poi fissate insieme gli obiettivi da centrare per avere successo nella vita. Voi siete il suo punto di riferimento, non siate disfattisti a priori.

 

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